UNA VITA IN GABBIA

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IL CRUDELE DESTINO DELLE GALLINE OVAIOLE

A distanza di poco più di un anno, siamo tornati nello stesso stabilimento che avevamo già mostrato in una nostra investigazione, Il Vero Prezzo delle Uova.

All’epoca, avevamo denunciato l’accaduto sia al Ministero della Salute che alle forze dell’ordine.

Ma la situazione, come si vede chiaramente dalle immagini, è soltanto peggiorata.

Questa volta insieme a noi c’era anche un inviato del Tg2, Piergiorgio Giacovazzo, che ha potuto vedere in prima persona quali sono le condizioni in cui sono costrette a vivere le galline ovaiole in Italia.

L’INCHIESTA

SPORCIZIA E SCARSA IGIENE

L’intero allevamento è coperto di sporcizia fitta e chiaramente mai lavata. Come se non bastasse, ci sono topi vivi che passano attraverso le gabbie e corpi invece di topi morti sul pavimento dello stabilimento. Questo è pericoloso per l’igiene e la sicurezza, perché il guscio delle uova è poroso e quindi i batteri lo possono penetrare facilmente.

MALATTIE E CORPI DEVASTATI

Tutte le galline che abbiamo visto nell’allevamento presentano malattie e corpi devastati dalla vita in gabbia. Ulcere, perdita di piume sul corpo e sulle ali, pelle arrossata e rovinata dall’ammoniaca che si deposita sulla superficie delle gabbie a causa delle deiezioni mai pulite. Inoltre, tutte sono anemiche, come dimostrano le loro creste sbiadite.

Sono queste le conseguenze della vita in gabbia, un metodo di allevamento che riguarda oltre il 60% delle galline allevate in Italia.

DEFORMAZIONI

Spesso le costrizioni degli allevamenti intensivi causano deformazioni e danni alla struttura corporea degli animali.

Le galline in gabbia soffrono terribilmente per la crescita fuori misura delle unghie delle zampe, che – a causa dell’assenza di cure adeguate – si storcono, causando forti dolori e rendendo impossibili movimenti naturali e fluidi all’interno di uno spazio già inadeguato come le gabbie.

ACARI ROSSI

Un aspetto inquietante di questo allevamento è la presenza massiccia, pervasiva e dannosa degli acari rossi. Questi insetti ricoprono ogni centimetro dell’allevamento e di notte tormentano gli animali per nutrirsi del loro sangue.

Oltre ad essere un problema per gli animali, che non hanno alcuno strumento per difendersi, è anche allarmante per l’igiene e la sanità pubblica. Le uova e le galline ne erano completamente ricoperte. Noi siamo stati in questo luogo per poche ore e la sensazione era insopportabile. Immaginate di passare così la vita intera.

PRESENZA COSTANTE DI CADAVERI

Gli allevamenti sono pieni di animali morti, spirati ancora prima della fine terribile che li attende comunque al macello. Per l’industria della carne sono considerati solo danni collaterali, e anche per la galline non c’è differenza.

Molte di loro sono costrette a camminare sui corpi delle compagne morte, perché i loro cadaveri non vengono raccolti, ma piuttosto lasciati in putrefazione in mezzo agli animali vivi.

le galline ovaiole in italia

Il numero totale di galline ovaiole in Italia è circa 42 milioni, per un totale di circa 650.000 tonnellate di uova all’anno (circa 12,5 miliardi di uova intere).

Il 65% delle ovaiole vive tuttora rinchiuso in gabbia, ma la percentuale dei sistemi alternativi è in forte e costante crescita negli ultimi anni.

allevamenti in gabbia      allevamenti alternativi

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Come puoi aiutare

LO STANDARD DELL’INDUSTRIA

Purtroppo tutto quello che hai visto non è un caso isolato. Animal Equality aveva già realizzato un’inchiesta in questo stesso allevamento poco più di un anno fa.  Ecco cosa avevamo scoperto in quell’occasione:

 

Risulta ormai evidente come sia negli allevamenti e nei macelli italiani la crudeltà non sia un caso, ma la regola. 

Per favore, aiutaci a mettere fine a tutta questa sofferenza.

Questi animali estremamente intelligenti e socievoli non meritano tutto questa crudeltà.

GALLINE: FORSE NON SAPEVI CHE

Qualsiasi animale allevato è costretto a rinunciare a molte delle sue caratteristiche etologiche.

Anche le galline ovaiole, soprattutto quando sono costrette a una vita in gabbia, perdono la possibilità di esprimere molti comportamenti tipici della loro specie, forse poco conosciuti ma non per questo di poca importanza.

VITA SOCIALE

Le galline sono animali sociali e in natura sarebbero abituate a vivere in gruppi di sette-otto individui. L’abilità di sviluppare relazioni durature tra di loro e di organizzare attività collettive, come ad esempio la ricerca del cibo, non hanno spazio all’interno delle gabbie: lì, infatti, le galline sono stipate a gran numero senza la possibilità di allontanarsi dagli individui più aggressivi e di scegliere i compagni del gruppo.

RIPARO SUGLI ALBERI

In natura le galline cercherebbero riparo sugli alberi, in particolare la notte, con lo scopo di evitare i predatori o di difendersi da atti di aggressività intraspecifica.

Questa caratteristica si è quasi persa, perché le galline che conosciamo sono ormai quasi esclusivamente sfruttate dall’industria alimentare e negli allevamenti non viene offerta loro la possibilità di soddisfare questo bisogno.

DIFESA DAI PARASSITI

L’elemento più sconcertante di questi allevamenti è che le galline sono costrette a subire l’invasione di parassiti che le fanno soffrire immensamente.

Ma in natura esse avrebbero una strategia molto funzionale per difendersi da queste invasioni, i cosiddetti “bagni di polvere”: accovacciandosi nella terra e sollevando con le ali la polvere, questa si deposita sulle piume e intrappola i parassiti. In questo modo basta scrollare il corpo per far cadere tutti i parassiti.

RICERCA DEL CIBO

In natura le galline cercherebbero il cibo (come lombrichi e insetti) raspando il terreno.

Questo permette loro anche di limare le unghie, che invece in allevamento crescono a dismisura causando lesioni alle zampe e ulteriori danni.

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