Pesca

La pesca uccide miliardi di individui ogni anno. È praticamente impossibile fornire dati specifici sulle morti causate da questa pratica, anche perché i pesci vengono considerati in unità di peso, e non come esseri senzienti. Invece sono individui, in tutto e per tutto, hanno personalità differenti, e vorrebbero vivere in libertà, e senza dolore.

> Esseri senzienti?

A dispetto dell’apparente differenza fra i pesci e gli altri animali (motivo per cui molti credono che non possano provare sentimenti), le ricerche scientifiche confermano che questi sono fisicamente e biologicamente in grado di sperimentare afflizione e gioia, allo stesso modo degli uccelli, dei rettili, e dei mammiferi. I pesci hanno un sistema nervoso che gli dà la possibilità di sentire il dolore e il piacere. Inoltre, come gli altri animali, posseggono neurotrasmettitori assimilabili alle endorfine – con le quali il corpo risponde al dolore, alleviandolo – Tutto ciò chiaramente dimostra che i pesci sono individui. Ciò nonostante, purtroppo, ancora milioni di essi muoiono ingiustamente, vittime della pesca industriale e sportiva.

> Pesca commerciale

La pesca commerciale uccide milioni di animali l’anno, è probabilmente la forma di abuso che miete più vittime, in assoluto. Oggi quest’atroce attività è praticata con l’ausilio di pescherecci enormi, capaci di localizzare banchi lontani anche chilometri. I pesci muoiono nel panico, per asfissia, mentre le enormi reti li issano fuori dall’acqua. Ma la pesca commerciale non è pericolosa solo per i pesci, assieme ad essi restano intrappolati anche migliaia di altri animali marini come balene, squali, tartarughe, che vengono, poi, gettati in mare morti o gravemente feriti, sicché la loro sopravvivenza, a seguito dell’incontro coi pescatori, è praticamente impossibile.

> Allevamenti ittici

Gli allevamenti ittici si trovano sulla terra (dove i pesci sono contenuti in grandi cisterne) o nel mare (dove popolazioni intere di animali sono costretti da reti in spazi determinati), in entrambe le situazioni i pesci soffrono enormemente per la reclusione, e per il sovraffollamento. Spesso, per fronteggiare la devastazione causata dalla pesca commerciale (si calcola che il 90% delle popolazioni di grandi pesci sono state sterminate negli ultimi cinquant’anni) vengono sfruttati i pesci d’allevamento, credendo che questa possa essere una soluzione, e non considerando questi ultimi come esseri senzienti a tutti gli effetti. Dunque, il timore per la devastazione degli oceani, altro non è che preoccupazione per l’esaurimento delle “risorse”, si vuol solo essere certi che ci sia abbondante pesce per il consumo umano. Coloro che promuovono gli allevamenti ittici vedono questi individui esclusivamente come cibo. E non considerano che ucciderli e mangiarli è ingiusto, a prescindere dal luogo in cui vengono pescati.

> Pesca con la lenza

La pesca è spesso considerata un passatempo idilliaco, che consente di trascorrere qualche ora sulla riva di un fiume, o al mare. Ma la verità è che la pesca sportiva, così come altre forme di pesca, è tutto fuorché idilliaca per i pesci. Questi animali soffocano se tirati fuori dall’acqua, e restano gravemente mutilati dagli ami. Anche il ritorno in acqua non è liberatorio poiché spesso muoiono ugualmente in seguito alle ferite. Il rispetto per gli esseri senzienti deve includere anche i pesci, i cosiddetti vegetariani che mangiano pesce condannano miliardi di individui a morte. È possibile godere della nostra vita nel rispetto degli altri, e permettendo loro di godere della propria.